La sessualità
consapevole
Nel modo abituale di fare l'amore, impariamo a vivere il
sesso in un modo piuttosto teso, specialmente dalla penetrazione
in poi. L'eccitazione va infatti di pari passo con una notevole
tensione corporea e con un respiro affannato, che si liberano
finalmente nell'orgasmo; dopodiché si cade rilassati,
ma anche esausti, sulle lenzuola, come un sacco di patate.
Nel modo abituale di far l'amore abbiamo imparato a separare
l'atto in due fasi:
· prima dell'orgasmo: eccitazione + tensione
· dopo l'orgasmo: rilassatezza + stanchezza.

Ma questo è soltanto uno dei modelli
possibili del ciclo sessuale; è quello a cui siamo
abituati, non è certo l'unico. Nel Tantra impariamo
invece a vivere tutto quanto il ciclo sessuale come un combinarsi
di eccitazione e rilassamento, eliminandone la tensione
e la stanchezza; impariamo cioè a prendere il meglio
sia dell' eccitazione sia del rilassamento, e a unirli in
una nuova forma che somiglia molto al modo in cui gli innamorati
vivono il primo periodo della loro passione:
quando diventa ogni giorno più splendido, e i colori
d'ogni cosa sono più brillanti e i suoni delle macchine
che passano sotto la finestra sembrano musica.
Prima di vedere come possono combinarsi l'eccitazione e
il rilassamento, spendiamo qualche parola per descriverli
più in dettaglio:
1) Tutta la nostra sessualità consueta è finalizzata
all'eccitazione - dall'abbigliamento al primo approccio,
dai primi contatti fisici e dai primi sguardi fino alla
stimolazione dei genitali. E poiché l'uomo si eccita
più rapidamente della donna, il ciclo che di solito
si conclude con l'eiaculazione dell'uomo ha una durata piuttosto
breve. Questa incidenza del maschio sulla sessualità
assume le sue forme più estreme nella pornografia
e nella prostituzione, due ambiti questi, congegnati quasi
esclusivamente per soddisfare il maschio con stimoli forti,
eccitanti, provocanti, veloci, e nei quali il concetto di
«benessere» non ha alcuna rilevanza.
2) Rilassamento, d'altro lato, è diventata un po'
la parola magica del mondo new age: una specie di panacea,
di soluzione a tutto. Noi, qui non intendiamo comunque quel
tipo di rilassamento che serve a coprire con uno strato
di «tutto va bene, sta' tranquillo» i mostri
che dormono dentro ciascuno, bensì quell'autentico
rilassamento che evolve dal fondo del nostro essere quando
abbiamo affrontato quei mostri, e accettati come parte integrante
di noi.
Chiunque abbia fatto esperienza di qualche tecnica di rilassamento,
avrà osservato che all'inizio si riesce a raggiungere
uno stato di benessere superficiale, i muscoli si distendono
e il respiro si fa più profondo; ma poi le nostre
difese interiori diminuiscono, e qualcosa di irritante (le
emozioni represse dal carattere) comincia a far capolino.
E a questo punto di solito finisce la tecnica di rilassamento.
Chi si è dedicato alla meditazione o alla preghiera
per alcuni giorni consecutivi - come fanno i monaci - e
ha cominciato ad attraversare sia lo strato di quelle difese,
sia quello delle emozioni, dopo l'iniziale rilassamento
e le successive turbolenze incontra il centro che come abbiamo
visto è connesso con la fonte della nostra vitalità
e della nostra sessualità; e quando si giunge al
centro, ci si sente eccitati.
Molti esperti di meditazione, che abbiamo incontrato sia
in ambienti buddisti sia in ambienti cristiani, temono questa
fase, perché porta a uno «squilibrio mentale»
accompagnato da grandi fantasie erotiche e a un certo nervosismo.
E quanto più è tabuizzata la sessualità
nell' ambiente a cui si appartiene, più questa fase
diventa fastidiosa e dolorosa. Probabilmente è proprio
per questo che i mistici cristiani parlano di lunghi periodi
di sofferenza, ben più di quanto i mistici di altre
religioni.